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Riserva Naturale di Crava-Morozzo

Una verde oasi di pace per animali e persone a 20 km da Cuneo

 Localizzata tra San Biagio di Mondovì, le pianure terrazzate di Morozzo e il dirupato versante di Rocca de’ Baldi, si trova al fondo di una profonda incisione della pianura cuneese lungo il corso del torrente Pesio, nel tratto compreso tra il gli affluenti Brobbio a ovest e Pogliola a est. Ciò che la rende una vera e propria oasi avifaunistica è l’alternanza di ambienti coltivati e naturali e soprattutto la presenza di due bacini artificiali, i laghetti di Crava e di Morozzo, e di quattro stagni di diversa profondità, che costituiscono un’area di sosta per molti uccelli migratori e una zona di nidificazione per numerose specie stanziali. La ricchezza e la varietà ambientale – in una parola, la biodiversità – dei diversi ambienti umidi hanno favorito la sosta e l’insediamento di numerose specie di uccelli, tanto che ne sono state censite circa centocinquanta specie, di cui una sessantina nidificanti.

La Riserva presenta al suo interno diverse tipologie ambientali: due bacini artificiali di proprietà di Enel costruiti negli anni ’20 per scopi idroelettrici e ora rinaturalizzati, un tratto lungo circa 3 chilometri del torrente Pesio, boschi e aree coltivate circondate da siepi. I due laghi di Crava e Morozzo sono oggi circondati da una fitta vegetazione di salici, querce, ontani, pioppi, canne e arbusti e punteggiati da punteggiati da alcuni isolotti coperti da una vegetazione tipicamente palustre. Le loro acque ospitano poco profonde ospitano pesci, anfibi, rettili e insetti. Ai due specchi d’acqua, che si estendono per una decina di ettari con una profondità massima di un paio di metri, si sono aggiunti in seguito quattro stagni, realizzati per incrementare ulteriormente la biodiversità dell’area. L’insieme degli ambienti della Riserva Naturale favorisce la presenza di una flora molto ricca e diversificata.

Crava-Morozzo rappresenta una zona umida di notevole importanza per la nidificazione e la sosta di numerose specie di uccelli acquatici. Le stagioni migliori per le osservazioni ornitologiche sono sicuramente l’autunno e l’inizio della primavera. In questi periodi, alle specie sedentarie quali il Germano reale, la Folaga e il Tuffetto (simbolo dell’area protetta), si aggiungono quelle migratrici quali il Moriglione, la Marzaiola, il Mestolone, l’Alzavola, il Codone, l’Airone rosso e cenerino, la Nitticora, il Cavaliere d’ Italia (che negli ultimi anni ha iniziato a riprodursi nell’area protetta). Soprattutto durante il periodo invernale è massiccia la presenza del Cormorano, infallibile pescatore delle acqua poco profonde.

La rilevanza della Riserva Naturale per la sosta degli uccelli migratori è dimostrata anche dalla presenza di specie poco comuni come il Mignattino e il Falco di palude. Abbondante la vita selvatica legata agli ambienti sia boschivo, sia fluviale. I boschi misti di latifoglie (soprattutto carpini, ontani e querce secolari) della Riserva costituiscono un ambiente ideale per il picchio rosso maggiore, il picchio verde e numerosi passeriformi. Favorita da questo ambiente dove luoghi chiusi e campi coltivati si alternano, la cornacchia prospera alle spese delle anatre e dei rallidi presenti, di cui preda le nidiate.

L’alternanza fra luoghi adatti al rifugio degli animali – boschi, sponde dei corsi d’acqua, macchie di arbusti e sterpaglie – rendono la Riserva un luogo ideale per caprioli e cinghiali. Dove la tifa è più densa, il Tuffetto e la Folaga costruiscono i loro nidi galleggianti, mentre i boschi ripariali coperti da cespugli intricati sono preferiti dall’Usignolo di fiume e, in inverno, dalla mimetica Beccaccia. Una freccia azzurra in volo radente e alcuni sassi sul torrente macchiati di bianco segnalano la presenza del bellissimo Martin pescatore e del Merlo acquaiolo, caratteristici abitatori, insieme al Piro Piro piccolo, dell’ambiente di fiume. Anche l’osservazione dei rapaci porta buoni frutti: si possono infatti incontrare diverse specie come il Gheppio, l’Allocco, la Civetta e la Poiana.

Complessivamente sono state censite nella Riserva oltre centocinquanta specie di uccelli. Questa oasi di biodiversità è un piccolo paradiso per fotografi naturalistici e birdwatcher che usufruiscono dei capanni costruiti nei punti di osservazione più strategici per contemplare e immortalare gli animali senza disturbarli.

 

Per maggiori informazioni: https://www.cravamorozzo.areeprotettealpimarittime.it/

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